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DNA ROSANEROschiavi di nessuno
October 06 STORIAJuventus 1-2
Palermo
L'ultima vittoria rosanero a Torino, contro
la Vecchia Signora, era datata 18 Febbraio 1962.
Era da quasi mezzo secolo che il Palermo
non espugnava il campo della Juventus. Adesso, dopo 46 anni, una nuova data
entrerà a far parte dell'almanacco palermitano: 5 Ottobre 2008.
E' il giorno di Juventus-Palermo, è il
giorno di Amauri contro il suo Palermo.
I rosa sono reduci dalla vittoria interna
ai danni della Reggina; la Juventus sembra aver perso il gusto della vittoria,
dopo i tre pareggi consecutivi tra campionato e Champions.
Mago Ballardini schiera la sua formazione
tipo; a differenza di 7 giorni fa Migliaccio si accomoda in panchina per lasciar
posto al rientrante Bresciano.
In porta il solito Amelia, in difesa gli ex
bianconeri Cassani e Balzaretti occupano le linee esterne, mentre al centro c'è
spazio per la coppia ormai collaudata Carrozzieri-Bovo. In mediana Liverani,
Bresciano e l'altro ex Nocerino mentre l'assist-man Simplicio supporta Cavani
e Miccoli, anche lui con un passato juventino.
Ranieri deve fare a meno di Le Grottaglie e
Iaquinta, recupera in extremis Chiellini e schiera Giovinco alle spalle di Del
Piero e Amauri. In panchina il pallone d'oro Nedved e il campione del mondo
Camoranesi; a centrocampo dunque un trio inedito formato da Sissoko, Poulsen e
Marchisio. Tra i pali torna l'insuperabile Buffon.
I primi minuti di gioco sono di studio per
entrambe le squadre.
Non succede nulla o quasi, però si ammira
ad un Palermo pimpante che non si fa mai schiacciare dai campioni juventini.
Al 23', clamoroso all'Olimpico, Palermo in
vantaggio; Liverani pennella da calcio piazzato per Cavani, l'uruguagio calcia
in porta, Buffon respinge corto e Miccoli, il più veloce di tutti, ribadisce in
porta. Juve 0-1 Palermo e fans rosa in delirio nel settore a loro
riservato.
A pochi minuti dalla realizzazione,
Fabrizio Miccoli chiede il cambio per un problema al solito polpaccio; al suo
posto, vista l'indisponibilità di Lanzafame, altro ex di turno, entra
Migliaccio, con Bresciano dirottato in avanti a prendere l'eredità di
Miccoli.
Passano i minuti e il Palermo, nonostante
il vantaggio, tiene in mano ancora il pallino del gioco.
La Juventus è in letargo ed ha bisogno di
un qualcosa per svegliarsi. Il caffè della situazione viene prontamente offerto
dall'arbito Tagliavento che, al 40', assegna una punizione inesistente ai
bianconeri da posizione favorevolissima. Alla battuta della punizione va lo
specialista Del Piero; Pinturicchio sistema la palla e sorprende un disattento
Amelia sul proprio palo, mettendo in rete la palla che vale l'1 a 1.
La prima frazione non è finita ancora e
regala nuovi colpi di scena. Proprio nei minuti finali Sissoko falcia Migliaccio
in mezzo al campo; bruttissimo fallo del franco-maliano e ammonizione
inevitabile, che sommata a quella precedente, diventa cartellino rosso.
Juventus quindi che resta in 10 uomini per
i restanti 45 e passa minuti.
Nella ripresa si assiste ad una Juventus
più attiva rispetto al primo tempo. I padroni di casa vogliono e cercano la
vittoria, ma in inferiorità numerica e con un Palermo formato champions, il
tutto diventa più complicato.
Gli uomini di Ballardini respingono ogni
timido tentativo dei bianconeri ad impensierire Amelia e ripartono in velocità
creando serii problemi per la retroguardia juventina. Le ripartenze rosa però
vengono quasi sempre fermate dall'assistente di Tagliavento, il quale vede
sempre giocatori rosanero, Cavani su tutti, sempre in off-side; fuorigioco che
destano parecchie perplessità.
La Juve di questi tempi è davvero poca
cosa, allora Ballardini crede all'impresa e mette dentro il baby Mchedlidze con
i suoi 190 centimetri al posto di Bresciano. Il georgiano si piazza subito al
centro dell'attacco e aiuta a far risalire la squadra con delle belle sponde
aeree.
Per la Juve solamente da segnalare un gioco
di prestigio provato da Marchisio, ma andato in fumo.
Il Palermo continua a comandare il match e
a 10 minuti dalla fine sferra il colpo de k.o.; ennesima ripartenza dei rosa con
Simplicio, padrone indisturbato della trequarti, che conferma la sua dote di
assist man lanciando a rete proprio il numero 99 rosanero, Mchedlidze, il quale
con una fredezza da far invidia a tutti i campioni più affermati, da pochi passi
supera Buffon mettendo in rete la palla del vantaggio palermitano. Olimpico
ammutolito e tifosi rosanero in delirio.
Ma la partita ancora non è finita anche se
l'impresa per rosanero è lì, a portata di mano.
La Juventus si butta a capofitto in avanti
ma Amauri e compagni sono splendidamente fermati dalla retroguardia palermitana,
con Carrozzieri che giganteggia tra gli avversari.
L'ultima occasione della Juventus per
raddrizzare il match capita sui piedi di Alex Del Piero, ancora una volta su
calcio piazzato da posizione favorevole; stavolta però il capitano bianconero
non si ripete e spedisce la palla fuori dalla porta di Amelia.
Tagliavento e i suoi
collaboratori assegnano 3 minuti di recupero.
Il Palermo, accompagnato dagli olè del
migliaio di palermitani presenti a Torino, tiene palla facendo melina. A questo
punto si aspetta solo il fischio della giacchetta nera di una volta che
puntualmente arriva, alla fine dei 3 minuti segnalati, facendo esplodere i fans
palermitani in un giorno che difficilmente dimenticheranno. Dopo 46 anni, a
Torino, Palermo batte Juventus per 2 a 1.
Ladies and gentlemen, this is
history.
Prendiamo un pennarello, preferibilmente
rosso, e cerchiamo questa data: 5 Ottobre 2008.
Un'impresa, quella compiuta dai
Ballardini's boys. Una partita dominata, anche quando si era in parità numerica.
Strepitoso Simplicio, volpe Miccoli,
leader Carrozzieri, immenso Levan Mchedlidze, credo che per lui ci vorranno
giorni per capire cosa abbia fatto. Grande Liverani, finalmente una prestazione
come si deve.
Quello che mi sento più da dire è... GRAZIE
RAGAZZI !!!
E tra il migliaio di fans rosanero
presenti all'Olimpico che hanno visto l'impresa live...
IO C'ERO
!!!!
La serie A torna nuovamente in campo nel week end 18-19 Ottobre; questo per far spazio alla Nazionale di Marcello Lippi alle prese con le gare di qualificazione per Sudafrica 2010. Alla ripresa ci sarà la gara forse più
sentita: il derby con i cugini catanesi.
Si giocherà al Cibali dove la formazione di Zenga è ancora imbattuta. Ma anche la Juve segnava 0 sconfitte tra le mura amiche..... Appuntamento quindi alla prossima giornata,
sperando di poter raccontare una nuova impresa rosanero. September 29 EFFETTO BARBERAPalermo 1-0 Reggina
A pochi giorni di distanza dall'ottima prestazione del San Paolo di Napoli, il Palermo scende nuovamente in campo. Stavolta a sfidare i rosanero è la Reggina di Francuccio Brienza, cresciuto e vissuto nel capoluogo siculo per ben 7 anni.
I soliti 20.000 al Barbera fanno da cornice ad una partita dalle mille insidie.
Per cercare di sfondare il prevedibile bunker reggino, Ballardini si affida per 10/11 agli uomini scesi in campo mercoledì scorso; l'unica eccezione è rappresentata da Bresciano, vittima di un piccolo infortunio alla vigilia del match, sostituito da Migliaccio. Conferme dunque per Amelia in porta, Cassani, Carrozzieri, Bovo e Balzaretti in difesa, Liverani, Nocerino e Simplicio in mediana e per Miccoli e Cavani in attacco.
Orlandi, reduce da un avvio non positivo, come testimonia l'unico punticino raccolto dalla Reggina fin qui, schiera un prudente 3-5-1-1 con l'intento di ostacolare le iniziative offensive rosanero. L'ex Brienza supporta Corradi in avanti, mentre l'altro ex Lanzaro guida il reparto arretrato.
Inizio di gara a ritmi blandi. Nei primi 10 minuti le due squadre non si fanno male e portieri risultano essere disimpegnati.
Per vedere la prima seria azione del match, bisogna aspettare il 15' quando Migliaccio crossa un pallone in mezzo dove però Miccoli, a pochi passi dalla porta di Campagnolo, non trova la giusta deviazione per infilare la sfera in rete.
Il muro calabrese alzato dal coach Orlandi sembra arginare bene le spinte del Palermo. I rosa, infatti, hanno in mano il pallino del gioco ma non riescono a concretizzare negli ultimi 20 metri.
Passano i minuti e le avanzate rosanero danno come risultato una bella conclusione di Simplicio, simile a quella precedente di Miccoli, che anche stavolta non inquadra lo specchio della porta.
Amelia è uno spettatore non pagante e il Palermo pigia ulteriormente il piede sull'acceleratore. Ma, come detto, i reggini fanno buona guardia e ostacolano ogni tentativo rosa.
L'ultima occasione per i rosa del primo tempo è firmata Fabrizio Miccoli; il bomber di Nardò prende palla dalla trequarti, salta come birilli gli avversari e dai 20 metri fa partire un destro che dà l'illusione ottica del gol ai fans accorsi al Barbera.
Fine della prima frazione e partita che non si sblocca dallo 0 a 0.
Nella ripresa Ballardini conferma la formazione iniziale. Nessun cambio anche per la Reggina. L'inizio del secondo tempo è sulla falsariga del primo.
Da segnalare nei primissimi minuti il grandissimo gesto di Fair Play di Ciccio Brienza che, a due passi da Amelia, mette la sfera fuori per far soccorere il compagno di squadra Corradi e Balzaretti, rimasti a terra dopo uno scontro aereo. Applausi a scena aperta per il bomber di Cantù con un passato più che glorioso in maglia rosa, passato dai gol a Fermana e Viterbese per arrivare a quelli con Juve e Schalke 04.
Dopo questo bel gesto, difficile da ammirare in altri campi, i ritmi continuano ad essere molto blandi, grazie alla diga issata dai calabresi.
Il Palermo però non ci sta e vuole regalare un'altra gioia ai propri sostenitori.
E così al 7' Cavani, autore fin qui di una partita anonima, prende palla da metà campo, vede e lancia Miccoli che fulmina un non attentissimo Cirillo, entra in area, mette a sedere Campagnolo e da posizone defilata infila dentro con un colpo di genio: un esterno destro, da far invidia alla più famosa "trivela" di Quaresma & co.. Palermo in vantaggio e pubblico in ecstasy per il folletto magico, Fabrizio Miccoli, vice capocannoniere del campionato con 4 gol messi a segno.
La partita ormai è sbloccata e finalmente la Reggina si schioda dalla sua metà campo e prende un pò di metri.
Ma il Palermo era preparato a questo e respinge il nemico, continuando a comandare l'incontro.
A metà ripresa, il Palermo ha ben due occasioni per chiudere definitivamente il match.
Le due chance rosanero nascono da corners; nella prima Simplicio, autore di una rovesciata, si vede negare la gioia dell'eurogol da un difensore amaranto, mentre nella seconda Carrozzieri da terra, in ginocchio, va vicino alla sua prima marcatura in rosa con un colpo di testa che si spegne appena sopra la traversa.
La partita volge al termine e Ballardini concede la standing ovation a Fabrizio Miccoli, l'uomo dai gol pesanti; tutti in piedi ad osannare il salentino. Lanzafame raccoglie l'eredità del numero 10 rosanero, supportando Cavani.
Il match sembra prendere una strada che porta i 3 punti al Palermo, ma come diceva Boskov, partita finisce quando arbitro fischia.
Allora la Reggina tenta il tutto per tutto e ribalta quelle che erano state le indicazioni del match, buttandosi a capofitto in avanti.
Gli attacchi reggini risultano essere sterili e non impensieriscono più di tanto la retroguardia rosa.
Nei quattro minuti di recupero spazio anche per Giovanni Tedesco che rileva Cavani.
Non succede più nulla, al Barbera il Palermo conquista la sua terza vittoria stagionale battendo la Reggina per 1 a 0.
3 su 3. E' questo il rendimento casalingo dei rosa in codesto avvio di stagione. L'effetto Barbera sembra essere ritornato dopo una vacanza che non poco ha fatto penare i fedelissimi della vecchia Favorita.
La si era pronosticata come una partita dalle mille insidie; tale è stata, con una Reggina chiusa assiduamente difesa e pronta a ripartire con giocatori veloci, vedi Brienza, e giocatori capaci di tener palla e far risalire la squadra, vedi Corradi.
Ancora una volta strepitoso Miccoli, il salvatore della Patria. L'impressione è quella che non si può far a meno del talento leccese.
Buona la prova di Carrozzieri, vero e proprio leader. Da rivedere ancora una volta Liverani; il regista ex Fiorentina e Lazio può dare molto di più.
Adesso occorre migliorare il rendimento in trasferta; non tanto sul piano del gioco, vista la buona prestazione di mercoledì al San Paolo di Napoli, ma quanto sul quello dei risultati.
L'occasione per invertire il trand negativo che vede i rosa sempre sconfitti in trasferta in questa stagione, capita domenica 5 Ottobre.
In quel giorno il Palermo andrà ad affrontare la Juventus di Amauri, l'ex indimenticato e ancora amato dai palermitani.
La gara è proibitiva, sulla carta si è già sconfitti in partenza, però, come ci insegnano... nel calcio mai dire mai. ... September 25 A TESTA ALTANapoli 2-1 Palermo
In un San Paolo dalla capienza ridotta per le note vicende post Roma, va di scena il derby del Sud tra Napoli e Palermo. Una partita che mette di fronte due squadre che godono di un buon stato di salute.
Ballardini è alla prima trasferta sulla panchina rosanero; il tecnico ravennate, sempre vittorioso alla guida dei rosa, schiera quello che ormai è diventato il Palermo tipo. Recuperato in extremis Miccoli che torna a far coppia in attacco con Cavani.
Reja, da parte sua, deve fare a meno dell'oro olimpico Lavezzi, infortunatosi nel match di Uefa con il Benfica. L'attacco partenopeo è dunque affidato alla coppia Zalayeta-Denis; per il resto, anche qui, solito 3-5-2 con il palermitano Aronica a guidare la retroguardia azzurra e con l'oro di Napoli, Hamsik, a dirigere il centrocampo.
Inizio di match subito confortante per il Palermo; già al 2' Simplicio è pericoloso con una conclusione dai 20 metri che esce di poco. Ancora Palermo in avanti, che conferma i progressi mostrati nelle due precedenti gare; al 4' Miccoli tenta di sorprendere Iezzo da calcio piazzato, ma la sfera esce a lato.
Il primo tiro del Napoli è firmato Hamsik; conclusione che però finisce sulla curva chiusa.
Il Palermo ha in mano il pallino del gioco, giganteggia sulla metà campo ma si perde sempre negli ultimi 20 metri.
Al 14' ripartenza veloce del Napoli con Maggio che, dopo uno scambio con Zalayeta, si invola sulla destra, si beve Balzaretti e serve in mezzo una palla al bacio dove Hamsik, decisivo nello scorso match al San Paolo, si fa trovare al posto giusto nel momento giusto e mette dentro. 1 a 0 per gli azzurri, non proprio meritatissimo.
Il copione del match non cambia; il Palermo fa la partita e il Napoli riparte in contropiede.
I rosa si rendono pericolosi con uno scambio Simplicio-Cavani, ma Iezzo e la difesa partenopea fanno buona guardia.
Alla mezz'ora ancora Napoli pericoloso, sempre in ripartenza, con Gargano che scappa via sulla sinistra e si arrende solo ad uno strepitoso Amelia, il quale nega la gioia del raddoppio agli uomini di Reja con due interventi prodigiosi.
L'occasione più limpida per i rosanero capita a pochi minuti dalla fine del tempo; dalla destra Cassani mette un bel pallone in mezzo che sorprende il reparto arretrato napoletano, Miccoli si trova a due passi da Iezzo ma non trova l'appuntamento giusto con il pallone.
Niente da fare per i rosa, fine primo tempo Napoli 1-0 Palermo. Risultato non proprio veritiero.
Nella seconda frazione Reja toglie uno spento Denis per Pazienza, rinforzando così il centrocampo con l'intento di bloccare le manovre offensive rosanero.
Ma nonostante il cambio tattico apportato dall'allenatore con un passato anche in rosa, il Palermo inizia come aveva finito e anzi è più pericoloso. Simplicio detta legge tra le linee e serve Miccoli, il quale si inventa una giocata con conclusione finale che fa venire i brividi a Iezzo.
Ancora Palermo in avanti e Napoli schiacciato nella propria metà campo. Da un errore di Contini, nasce l'ennesima occasione per i rosa con Liverani pennella in area per Simplicio che si fa anticipare da Iezzo; sulla respinta dell'estremo difensore, Cavani conclude verso la porta sguarnita ma è proprio il riccioluto Contini che si rifà dall'errore precedente salvando la propria porta, mettendo in angolo. Dal corner altra chance per il Palermo; Nocerino raccoglie la palla appena fuori area e fa partire un bolide che Iezzo, bravissimo in questa circostanza, devìa in angolo.
In campo c'è una sola squadra, il Palermo. Il Napoli cerca di ripartire, ma Zalayeta appare troppo isolato in avanti braccato dall'uomo bestia Carrozzieri.
Passano i minuti e il Palermo è sempre alla ricerca della rete del meritato pari; ci va vicino Balzaretti, con una conclusione dalla lunetta dove Iezzo si supera e compie un vero miracolo. San Gennaro sembra far buona guardia.
Reja capisce che la squadra è troppo schiacciata, allora mette dentro una punta, Inacio Pià, per affiancare Zalayeta cercando di alzare il baricentro della squadra.
Ma la storia della partita non cambia; il Palermo domina e il Napoli riparte. Ed è proprio nel momento migliore dei rosa, quando tutti si aspettavano la rete del pari, che arriva l'incredibile raddoppio partenopeo; Carrozzieri, impeccabile fino ad ora la sua prestazione, eccezion fatta per un'entrata animalesca nei confronti di Hamsik che gli è pure costata il giallo durante la prima frazione, sbaglia clamorosamente un rinvio regalando la sfera a Zalayeta. Il Panteron duetta con Inacio Pià che chiude il triangolo con Hamsik, il quale calcia in porta; Amelia non riesce a respingere del tutto la sfera che finisce su Zalayeta, l'uruguagio in maniera rocambolesca prima colpisce la traversa e poi, a porta vuota, mette dentro per il 2 a 0.
Il gol avrebbe tagliato le gambe a chiunque, ma non al Palermo forse grazie al carattere di Ballardini, sempre ultimo a gettare la spugna.
E così, dopo aver cambiato Bresciano con Mchlelidze, esordio assoluto del georgiano in maglia rosa, dà carica alla squadra che si vede assegnata un rigore per un fallo di mano del picciotto di Bagheria, Totuccio Aronica.
Sul dischetto va Fabrizio Miccoli che con un colpo sotto spiazza Iezzo. 2 a 1 e partita riaperta.
Ma il tempo non è a favore dei rosa, mancano otto minuti al termine e il forcing finale non porta a niente, anzi è il Napoli che ha l'occasione per chiudere definitavemente l'incontro con Pià, ma Amelia sale in cattedra e salva i suoi.
I quattro minuti di recupero portano solo tanta confusione, come testimonia la presenza di Carrozzieri in attacco a fare la quarta punta. Fischio finale, Napoli batte Palermo 2 a 1. Risultato bugiardo, per quello che si è visto.
Ancora una prestazione convincente per i rosa. Ma stavolta, a differenza delle gare con Roma e Genoa, è venuto a meno il risultato.
Nulla da obiettare sul piano del gioco per gli uomini di Ballardini. Peccato per le due amnesie difensive, di Balzaretti e Carrozzieri, pagate a carissimo prezzo.
Palermo bello e a tratti devastante, Napoli cinico e spietato: è questa la trama della partita.
Sarà la Reggina dell'ex Brienza a scendere al Barbera nella gara di domenica prossima valevole per la quinta giornata di campionato.
Una partita sulla carta alla portata dei rosa, ma le sorprese sono sempre dietro l'angolo... Guai a sottovalutare l'avversario. September 22 RINATIPalermo 2-1 Genoa
Dopo l'esaltante successo contro la Roma di una settimana fa, il Palermo è chiamato a confermare quanto di buono fatto nella precedente gara.
L'avversario è di quelli tosti: si tratta del Genoa di mister Gasperini, uno dei tanti ex rosa della gara, reduce dalla bella vittoria ai danni del Milan.
Ballardini conferma per 10/11 la squadra scesa in campo sette giorni fa; l'unica eccezione è rappresentata da Fabrizio Miccoli rimasto ai box dopo la botta rimediata nel match precedente. In porta quindi va Amelia, in difesa Cassani e Balzaretti occupano le corsie esterne, mentre Carrozzieri e Bovo quelle centrali; a centrocampo viene riproposto nuovamente il rombo con capitan Liverani vertice basso affiancato da Nocerino e Bresciano e con Simplicio a ridosso delle due punte Cavani e Succi, quest'ultimo all'esordio con la maglia rosa.
Assenza pesante anche in casa genoana; si tratta dell'ex Andrea Gasbarroni, mattatore nella gara vinta con il Milan e bestia nera del Palermo. Gasperini lo sostituisce con l'ex Juve Palladino che va a completare il reparto offensivo con Sculli e la ciliegina Milito, obiettivo rosanero della scorsa campagna acquisti. In difesa trova posto l'ex Beppe Biava, applauditissimo dal pubblico, mentre l'altro ex Bosko Jankovic parte dalla panchina.
Pronti via, subito Palermo padrone del campo.
Al 6' la prima occasione capita sui piedi di Cavani che trova però solo l'esterno della rete. Ancora Palermo in avanti con un pressing asfissiante che costringe Modesto, altro ex rosa, a rinviare goffamente dove ancora una volta Cavani non sfrutta l'errore dell'avversario.
Il Palermo crea gioco, schiaccia il Genoa nella propria metà campo, ma non concretizza. Buone le giocate da parte di Bresciano e Nocerino, meno bene invece Liverani che appare ancora all ricerca della migliore condizione.
Al 25' si vede il Genoa in avanti. Dagli sviluppi di un corner, l'unico ex dal dente non avvelenato, Beppe Biava, costringe Amelia a compiere un intervento dei suoi per salvare la propria porta.
Il Palermo ha in mano il pallino del gioco, ma come detto non riesce a concretizzare.
E al 35' è il Genoa ad avere l'occasionissima per passare in vantaggio con l'argentino Milito che con un colpo da biliardo piazza la palla sulla traversa ad Amelia battuto.
Il Palermo, dopo il rischio corso, capisce subito che è meglio mettere acqua sul fuoco e quattro minuti dopo trova finalmente la via del gol; Simplicio vede e serve una palla deliziosa a Cavani che, una volta entrato in area, fa partire un siluro che piega le mani di Rubinho. 1 a 0, vantaggio meritato per i rosa.
Finisce il primo tempo e applausi scroscianti piovono dagli spalti per gli 11 di Ballardini.
Nella ripresa Gasperini passa dal 3-4-3 iniziale al 4-3-3, sostituendo un deludente Palladino per Oliveira. Nessun mossa invece da parte del coach rosanero.
Già dai primissimi minuti della seconda frazione, si capisce subito che il Palermo vuole mettere la parola fine al match.
Al 4' Succi si guadagna una punizione dall trequarti. Sul pallone, mancando Miccoli, va Liverani; il capitano rosa vede Bovo non marcato, lo serve e l'ex genoano fa partire un bolide dove Rubinho non può far nulla. 2 a 0, delirio al Barbera.
Il Genoa semba accusare il colpo del k.o. e scompare dal campo. Il Palermo passeggia sul velluto e al 7' ha l'occasione di arrotondare il punteggio con Cavani, ma il numero sette rosa non ha la freddezza giusta e a tu per tu con Rubinho fallisce clamorosamente, dimostrando ancora una volta le sue doti di divoratore di gol.
Il Palermo rallenta un pò e il Genoa esce fuori. Ballardini sostituisce Liverani con Guana, stesso e identico cambio di sabato scorso, ma gli applausi del Barbera sono indirizzati a Moris Carrozzieri, il gigante, che con un paio di interventi da vero fuoriclasse, da far invidia al miglior Cannavaro, annulla Milito e compagni.
Gasperini mette dentro Jankovic, fischiatissimo dal pubblico, forse per il suo rendimento altanelante con la maglia rosa, ma la trama dell'incontro non cambia con il Palermo che controlla e gestisce il risultato. Ballardini invece toglie Succi per Lanzafame. Talentuoso il ragazzo scuola Juve che guadagna una serie di punizioni in mezzo al campo.
Solamente nel finale si assiste ad una impennata di orgoglio da parte del grifone.
Al 39' Milito fa partire un destro che esce di poco dalla porta di Amelia, mentre al 45' ancora l'ex Real Saragozza viene servito da Modesto e, trovandosi tutto solo in mezzo all'area, mette dentro per il 2 a 1.
I quattro minuti di recupero, sono di crepacuore per i tifosi rosanero. Nel secondo minuto, Oliveira ha clamorasamente sui piedi la palla del pareggio ma, per fortuna rosa, spara alto.
Sarebbe stato troppo il pari per il Genoa, così come dichiarato dallo stesso Gasperini.
Game over al Barbera, Palermo batte meritatamente Genoa per 2 a 1.
Il Palermo è rinato. La cura Ballardini sembra far effetto.
Seconda gara tra le mur amiche, seconda vittoria; il Barbera sembra essere tornato quella roccaforte che tanto ha fatto felici i fans rosa negli anni passati.
Ottime le prestazioni di Carrozzieri, una vera e propria diga in difesa, e di Simplicio, bravissimo ad abbinare qualità e quantità.
Buone le prestazioni di Bovo, autore di gol da cineteca, di Bresciano, tornato ai tempi d'oro.
Da rivedere il debuttante Succi, bravo a far movimento in avanti e a guadagnarsi la punzione che poi ha portato il 2 a 0, ma anche disattento a guardarsi la posizione ni campo, facendosi beccare parecchie volte in off-side; ma come esordio può andar bene.
Liverani invece, a mio modestissimo parere, è ancora alla ricerca della condizione migliore. E noi attendiamo....
Trasferta dalle mille insidie, quella di mercoledì prossimo al San Paolo di Napoli. Una prova di maturità per questo Palermo tanto bello e spettacolare in casa, ma ancora non pervenuto fuori dalle mura amiche... September 14 MIRACOLO BALLARDINIPalermo 3-1 Roma
Fenomenale. Questo l’aggettivo che più si addice alla squadra rosanero.
Dopo le polemiche di inizio stagione, culminate con l’esonero di Colantuono sostituito da mister Davide Ballardini, autore del miracolo Cagliari l’anno scorso, il Palermo respinge al mittente i mugugni nati fin qui sulle sorti della squadra siciliana.
Il primo ostacolo sul campo di Davide Ballardini non è Zamparini, come detto dallo stesso Presidente in sede di presentazione del nuovo coach, ma sono i vice campioni d’Italia della Roma, reduci dal pareggio interno nella prima di campionato con il Napoli. Il neo-tecnico rosanero rivoluziona la squadra. Via il 4-3-3 colantuoniano sostituito da un 4-3-1-2 con tanto di ritorno al trequartista vecchio stampo; dunque in porta va Amelia, ripreso dall’infotunio che gli aveva costretto a lasciare anzitempo il ritiro della Nazione Italiana, in difesa torna l’ormai guarito Carrozzieri che fa coppia centrale con Bovo, mentre viene bocciato Raggi per dar spazio a Cassani sulla destra; confermato invece Balzaretti sulla parte opposta del campo. A metà campo le novità più significative di Ballardini: centrocampo a rombo con Liverani vertice basso, Nocerino e Bresciano sui lati e Simplicio vertice alto dietro le punte Cavani e Miccoli. Spalletti deve fare a meno di molti titolari: in porta recupera comunque Doni, mentre in difesa, in virtù dei forfait di Mexes e Juan, il tecnico toscano schiera l’inedita coppia centrale Loria-Panucci e sugli esterni Cicinho e l’ex Liverpool Riise. In mezzo la consolidata coppia De Rossi-Pizarro, mentre in avanti il rientrante Taddei con Aquilani e il baby Okaka supportano l’unica punta Julio Baptista. Avvio choc per i rosanero. Nei primi 10 minuti di gioco, la Roma è letteralmente padrona del campo, segnando un gol, colpendo una traversa e fallendo da pochi passi da Amelia. Ma andiamo con ordine: la prima occasione è di Taddei che, dopo una mini mischia in area, calcia verso la porta impaurendo il Barbera. La seconda opportunità della squadra capitolina è della premiata ditta Baptista-Aquilani: il brasiliano da un calcio piazzato impegna Amelia che con un prodigioso intervento devia la palla sulla traversa, mentre il centrocampista romano, da sempre nei sogni di Zamparini, non sfrutta la respinta e anziché battere a rete, appoggia la sfera tra le braccia del vice Buffon in azzurro. Alla terza discesa giallorosa arriva il gol: ottima triangolazione Aquilani-Okaka-Baptista, difesa rosa in bambola e, a porta sguarnita, il brasiliano ex Real Madrid segna la sua prima rete italiana. Sembra non essere cambiato nulla dalle ultime apparizioni dei rosa, ma non è così. Il Palermo prende le misure e mette in serie difficoltà la Roma. Al 16’ i rosa trovano la rete con Cavani su assist di Nocerino, autore di una bella progressione sulla sinistra; Saccani &. però vedono Cavani in un presunto off-side e annullano il pareggio rosa. Ma il Barbera non deve tardare molto per vedere il pareggio dei suoi beniamini. Due minuti dopo, ancora Nocerino serve Miccoli che, con una giocata “alla Del Piero” per intenderci, piazza la sfera sul sette alla sinistra di Doni. Magia di Miccoli, parità ristabilita e pubblico in festa. La Roma sembra accusare più del previsto la rete del bomber di Nardò e il Palermo continua a fare la partita. Nel giro di pochi minuti i rosa collezionano ben tre palle gol. Le prime due con Cavani che certifica la sua qualità di divoratore di occasioni, anche grazie allo straordinario Doni il quale, successivamente, nega la gioia del gol a Cassani che dagli sviluppi di un corner fa partire una bella volèè stile Palermo-Juventus. Nel frattempo Spalletti perde anche De Rossi; al suo posto Matteo Brighi. Il Palermo domina, la Roma sta a guardare. Così finisce il primo tempo con gli applausi dei 25mila bel Barbera. Ad inizio ripresa l’inerzia del match non cambia. Buon per il Palermo che cerca mette la freccia per il sorpasso. Sorpasso che arriva poco dopo, quando, Simplicio, attento e sveglio come non mai, sfrutta un’indecisione di Pizarro e lancia Miccoli verso la porta dove, trovandosi a tu per tu con Doni, non può far altro che mettere la sfera in rete. Rimonta compiuta. Lo stesso Miccoli però in occasione del gol, accusa un piccolo dolorino che lo costringe a lasciare il campo; al suo posto Lanzafame. Ballardini toglie anche Liverani per Guana e ridisegna la squadra, avanzando Simplicio sulla linea che occupava Miccoli. Nonostante lo svantaggio, la Roma non fa nulla per rimediare e sembra essere rimasta nella Capitale. Non si vede in campo, eccezion fatta per alcune e ininfluenti discese di Cicinho e Menez entrato dalla panchina. Allora il Palermo decide di chiudere definitivamente i conti, di dare il colpo del definitivo k.o.. Prima ci va vicino con Bresciano che finalizza una triangolazione con Simplicio e Lanzafame; conclusione che trova prontissimo l’estremo difensore giallorosso. Poi ci riesce con Cavani che, imbeccato nuovamente da Simplicio, stavolta non fallisce a due passi da Doni e mette dentro. 3 a 1, delirio sugli spalti e Roma in bambola. Spalletti tenta anche la carta Montella, ma nulla può contro questo Palermo. Inutili i 4 minuti di recupero; sorpresa al Barbera, un Palermo straripante batte la Roma 3 a 1.
Siamo sicuri che questo sia davvero il Palermo ?!? .. E’ questa la domanda che in molti si sono posti dopo la gara contro la Roma. Un Palermo che, eccezion fatta per i primi 10 minuti di marca giallorossa, ha domato e battuto meritatamente una Roma, si, condizionata dagli infortuni, ma comunque di tutto rispetto. Un Palermo dunque che vince e convince; una prestazione così bella che al Barbera non si vedeva da tanto tempo. Che sia la cura Ballardini ?… Bravo il tecnico romagnolo ad indovinare la giusta posizione agli uomini in campo: vedi le prestazioni di Simplicio e Bresciano, davvero da 8 in pagella. Miccoli? Beh, ci vorrebbe un intervento a parte. Che dire… bisogna continuare su questa strada.
Nel prossimo turno sfida da batticuore con il Genoa di Diego Milito &.. Al Barbera ci si augura di vedere nuovamente una prestazione come quella su citata … September 01 FALSA PARTENZAUdinese 3-1 Palermo
Anno nuovo, problemi vecchi. La nuova stagione dei rosa parte decisamente male. Dopo la sconfitta nel terzo turno di Tim Cup contro il Ravenna, con conseguente eliminazione, il Palermo stecca anche il debutto nel suo 5° campionato di serie A consecutivo. È proprio il match tra Udinese e Palermo che battezza il torneo 2008-2009. Il Palermo si presenta al “Friuli” di Udine per riscattare la su citata sconfitta di Coppa. Rispetto alla gara contro il Ravenna, mister Colantuono cambia il motore della squadra; a centrocampo infatti Migliaccio e Nocerino sostituiscono Guana e Simplicio come scudieri di Liverani. In difesa Dellafiore prende il posto di Carrozzieri, uscito malconcio nel precedente impegno, mentre in avanti Jankovic va a completare il trio d’attacco con Miccoli e Cavani. Confermati i vari Amelia, Raggi, Bovo e Balzaretti. L’Udinese di mister Marino, in parte anche rivoluzionata come i rosa dalla sessione di mercato, devono fare a meno dei gioielli Felipe e Zapata in difesa e recuperano Coda in extremis. In mezzo i friulani presentano il palermitano D’Agostino coadiuvato da Insla e Inler, mentre in attacco il duo azzurro Quagliarella-Di Natale è accompagnato da Pepe, ex rosa dal dente avvelenato. L’inizio di match è a tinte bianconere. In 3 minuti, l’Udinese colleziona ben 3 calci d’angolo; a provocarne uno è Amelia che ha un brutto controllo su un tiro provato da D’Agostino dalla trequarti. Il Palermo sembra essere rimasto nel caldo della Sicilia e in campo si vede una sola squadra. Si devono aspettare 8 minuti per vedere un piccolo e timido affondo rosa di Nocerino, che dalla sinistra mette un bel pallone in mezzo dove, però, nessuno si fa trovare pronto all’appuntamento con la sfera. Sul capovolgimento di fronte l’Udinese passa in vantaggio: Di Natale dalla sinistra fa letteralmente sedere uno spaesato Raggi e piazza la sfera nell’angolo più lontano dove Amelia nulla può fare. I rosanero accusano più del previsto la rete subita e, oltre a non reagire, devono ringraziare Pepe che, stranamente visto il suo score con i rosa, a due passi da Amelia non centra la rete. Da segnalare solo una, ancora, timida reazione palermitana ben controllata dalla retroguardia friulana. Passano i minuti e l’Udinese è padrona indisturbata del campo. Al 20° D’Agostino fa il Pirlo della situazione pennellando da metà campo una sfera per Di Natale che, sfruttando una dormita della coppia centrale di difesa Bovo-Dellafiore, supera un Amelia indeciso nell’uscita, con un bel pallonetto. 2 a 0 bianconero e pubblico in delirio per Totò Di Natale. L’Udinese adesso ha la strada in discesa, ma il Palermo prova ad attaccare. L’occasione più ghiotta l’ha Cavani poco prima della fine del tempo: Miccoli si libera bene dentro area, mette in mezzo e il bomber (?) uruguagio, a due passi da Handanovic, opta per il colpo di classe, con il tacco, anziché andare con il piattone; scelta che non risulta felice perché l’Edinson rosanero cicca la sfera. L’ultima occasione del primo tempo è ancora di marca friulana con Quagliarella, che dalla trequarti fa partire un cucchiaio che per poco non beffa Amelia, apparso ancora una volta fuori dai pali. Nella ripresa, Colantuono cerca di dare una svegliata ai suoi inserendo Bresciano per il non pervenuto Jankovic. Davvero ingiudicabile la partita del serbo. Pronti via, subito occasione d’oro per il Palermo ancora con Cavani che, a pochi passi dall’estremo difensore friulano, fallisce clamorosamente. Era l’occasione per riaprire il match, invece l’uomo arrivato dall’Uruguay sbaglia l’impossibile. Subìto l’attacco, l’Udinese cerca di rispondere con i suoi centravanti ma la retroguardia rosa dà segni di esistenza e respinge ogni offensiva. Le urla negli spogliatoi di mister Colantuono hanno fatto bene e il Palermo si spinge in avanti alla ricerca del gol che possa riaprire il match. Buon inserimento di Bresciano, entrato subito in partita, e belle giocate di Miccoli. Ed è proprio una conclusione del leccese che mette in brividi all’Udinese, con Handanovic che respinge malamente sui piedi di Cavani che, però, restituisce il favore all’estremo difensore friulano regalandoci la sfera tra le mani. L’Udinese ha nel contropiede la sua arma migliore; in una ripartenza veloce, Quagliarella imbecca Di Natale che, a due passi Amelia, stavolta non mette a segno quello che sarebbe stato il suo terzo gol in partita. Il Palermo cerca di rispondere alle ripartenze bianconere e da una piccola mischia in area friulana, Bresciano conclude con un tiro dei suoi e piazza la sfera all’angolino più lontano di Handanovic. 2 a 1 e match che riaperto. Riaperto? L’interrogativo è d’obbligo perché nemmeno il tempo di festeggiare la rete e il Palermo colleziona l’ennessima disattenzione difensiva: corner friulano e Inler beffa in un colpo solo i dormienti Cavani, Bovo e Balzaretti, deviando in rete per il 3 a 1 che chiude ogni piccola speranza rosanero. Colantuono mette dentro prima Simplicio e poi Lanzafame per Migliaccio e per l’ormai sazio (…) Cavani. I cambi non portano i frutti sperati, i minuti passano ed è l’Udinese ad avere le occasioni per arrotondare il punteggio, prima con Quagliarella e poi con Motta che non riescono a trovare la deviazione vincente con zuccate dove Amelia poco avrebbe potuto fare. I 5 minuti di recupero assegnati da Banti non cambiano le sorti della gara. Al Friuli di Udine, Udinese (o meglio Di Natale..) batte Palermo 3 a 1.
Ci risiamo. Il Palermo, nonostante la cura estiva, non è guarito. Sono passati ben 3 mesi dall’ultima apparizione in campionato dei rosa ma, vista la prestazione, sembra che siano passati solo pochi giorni. Solite disattenzioni, soliti errori di impostazione con l’aggravante di avere un Amauri in meno. Orribili le prestazioni di Dellafiore, impaurito dalla sfera, di Raggi (e pensare che ci lamentavamo di Zaccardo…),di Jankovic, anonima la sua prestazione, e di Cavani che s’è divorato l’impossibile. Da rivedere Balzaretti, Liverani apparso ancora macchinoso e Amelia forse in cerca della migliore condizione. Non convincente anche la prestazione di Bovo. Dalla gara di Udine c’è da prendere solo le prestazioni di Miccoli, sempre voglioso ma senza la “spalla” adatta non si trova a suo agìo, di Bresciano che sembra aver trovato le giuste motivazioni e del baby Lanzafame, forse galvanizzato dall’esordio in A. Occorrono mentalità, allegria e… un centravanti!!
Appuntamento a metà Settembre quando, dopo la sosta per impegni della Nazionale di mister Lippi, sarà la Roma a scendere al Barbera in una partita dal pronostico scontato… o quasi. August 24 HARAKIRI PALERMO !Palermo 1-2 Ravenna
Incredibile ma vero! Clamoroso al Cibali? No, clamoroso al Barbera.
Il Ravenna, squadra di prima divisione (l'ex serie C1), elimina il Palermo dalla Coppa Italia. Una sconfitta che brucia, anzi di più. Alla prima uscita stagionale davanti ai propri fans, i rosa non riescono a regalare il primo sorriso ai 16.000 accorsi sugli spalti, Zamparini compreso.
In una partita dal pronostico scontato, o quasi (...chi avrebbre scommesso un solo euro sulla vittoria del Ravenna??...), i Colantuono boys sono autori di una delle peggiori prestazioni della storia ultra-centenaria rosanero che si ricordino.
Via Amauri, Barzagli e Zaccardo (senza dimenticare gli addii di Biava, Rinaudo e Caserta) e con la difesa rivoluzionata per 3/4 rispetto alla stagione scorsa, il Palermo schiera in campo una squadra di tutto rispetto, con 11 potenziali titolari. Le uniche defezioni sono rappresentate da Budan e Migliaccio ancora in convalescenza, Nocerino reduce dall'avventura olimpica di Pechino e da Jankovic in permesso per lutto.
Colantuono opta quindi per il collaudato (?) 4-3-3 provato da un mese e mezzo a questa parte sia in Austria che a Levico Terme, con Amelia in porta, da destra verso sinistra con Raggi, Carrozzieri, Bovo e Balzaretti in difesa, linea mediana con Liverani in cabina di regìa affiaccanto dal duo Guana-Simplicio e con Lanzafame, Cavani e Miccoli a completare il reparto offensivo. Panchina dunque per il brasiliano De Melo.
Il Ravenna, reduce dalla retrocessione in C, schiera giocatori quasi sconosciuti agli addetti ai lavori, fatta eccezione per l'ex rosa Pivotto alla corte di Zamparini nel primo anno dell'avventura palermitana. A guidare i romagnoli c'è Gianluca Atzori, che vanta un passato rosanero nella stagione della promozione. Ex dal dente avvelenato per l'esonero dalla guida tecnica del suo compare Silvio Baldini, sempre nella stagione 2003-2004, ai tempi coach rosanero.
Condizioni climatiche ottime nonostante il periodo estivo e via al match.
Il Palermo, come dalle previsioni, parte subito forte. E' Cavani a rendersi pericoloso con una conclusione dal limite dell'area che non trova però i frutti sperati.
Proprio mentre non te lo aspetti, il Ravenna passa in vantaggio. Solita disattenzione difensiva, per la serie "conzala comu vuai ca sempre cucuzza è" (Falla come vuoi che tanto sempre zucca è), e Succi, 19 centri nello scorso campionato di B, appoggia indisturbato in rete.
Si pensa che sia una nuvola passeggiera, un gol che avrebbe dato il via alla sperata goleada rosanero. E invece quello che si raccoglie è solamente un'occasione divorata da Cavani che, a tu per tu con l'estremo difensore romagnolo, non mette in pari i conti. Da segnalare anche due reti annullate, una allo stesso Cavani e l'altra a Lanzafame, per off-side.
Il Ravenna si chiude a riccio, ma allo stesso tempo non perde l'occasione di riparitre in contropiede e così, poco prima della mezz'ora di gioco, il centrocampista pelato, signore e signori segnatevi quest nome, Aloe fa il Maradona della situazione, supera tre bambole.. ops giocatori rosanero, serve in profondità, Bovo tocca bene (...) per Succi che davanti ad Amelia non può far altro che mettere in rete.
Increduli i 16.000 del Barbera, Palermo 0-2 Ravenna. Il Palermo tenta di fare la partita, a Liverani finisce la benzina e il gioco si inceppa. L'unica occasione prima della fine del tempo è di Carrozzieri che, beccato da Miccoli su corner, si vede negare la gioia del gol da Rossi, portiere giallorosso in serata di grazia.
Fischio finale della prima frazione e tutti a prendere un thè caldo, come direbbe il mito Caressa. Ma qui ci vorrebbero delle dosi di sostanze stupefacenti per svegliare i rosanero ancora in letargo. Zamparini intanto ordina ai suoi "sudditi" di riscaldare i motori dello jet privato a Punta Raisi e abbandona il Barbera per recarsi nell'aerostazione.
Nel secondo tempo il Cola cerca di dare una svegliata ai suoi cambiando assetto tattico passando dal 4-3-3 al 4-2-3-1, con il brasiliano Tulio De Melo al posto del connazionale Simplicio.
Palermo quindi a trazione anteriore, con ben 4 giocatori offensivi per riequilibrare le sorti del match. A far l'ariete d'attacco è l'ex Le Mans erede di Amauri, con Cavani spostato sulla corsia esterna e Miccoli tra le linee. E proprio tra il Romario del Salento e il Tulio rosanero si vedono alcune belle giocate; il bomber tascabile è protagonista di una bella conclusione che fa la barba al palo.
Adesso, come logico d'altronde, è domino rosa. Con un Miccoli più ispirato rispetto al primo tempo, i rosanero mettono in seria difficoltà il Ravenna che però, vuoi per i 6 difensori schierati in linea e vuoi per l'imprecisione dei giocatori palermitani (vedi palo di Miccoli a tu per tu con Rossi), riesce a non prendere gol.
Nel frattempo Carrozzieri s'infortuna alla spalla e chiede il cambio: al suo posto l'ex granata Dellafiore. Colantuono si gioca anche la carta Bresciano al posto di uno discontinuo Lanzafame, copia a mio modestissimo parere di Gasbarroni.
Cavani esentato dal fare la prima punta è più incisivo alla causa rosa e così a 10 minuti dal termina accorcia le distanze sfruttando una dormita difensiva ravennate.
Il Barbera adesso crede nella rimonta e dà un'ulteriore carica al forcing finale. L'occasione più ghiotta capita sulla testa di Bovo che si vede negare la rete del pari da uno strepitoso Rossi, da fare invidia ai suoi colleghi di massima categoria.
I 6 minuti di recupero, con tanto di Amelia in attacco, non bastano a raddrizzare la gara. Tagliavento (vera bestia nera dei rosa, con lui si perde sempre) porta il fischietto in bocca, triplice fischio: da non crederci, a Palermo, Ravenna batte Palermo 2 a 1.
Morale della favola: rosanero fuori dalla Tim Cup. Se il buongiorno si vede dal mattino.... allora cari palermitani prenotiamo all'ISMETT i trapianti di fegato, di questo passo il nostro organo non credo arriverà sano a fine stagione.
Scherzi a parte (anche se c'è veramente poco da scherzare), semplicemente vergognoso lo spettacolo offerto dai rosanero, osannati da quando hanno fatto rientro in "patria", ai fedelissimi presenti al Barbera. Fino a pochi istanti dal match, nemmeno si pensava all'ipotesi di una sconfitta.. e invece è realtà.
Nel calcio, come nella vita, nulla è scontato. Però perdere con una squadra di ben due categorie inferiori non è il massimo che ci si può aspettare da una squadra costruita, da quanto si apprende dagli addetti ai lavori, per fare bene.
L'unica realtà, come detto in precedenza, è che il 23 Agosto ci siamo già fumati un obiettivo stagionale, o meglio una competizione a cui ci si teneva molto... si è visto!
Sull'aspetto tattico ci sarebbe da far un intervento a sè: non si capisce come la difesa, nonostante la piena rivoluzione in questo reparto con i soli Balzaretti, Capuano e Cassani confermati rispetto alla stagione precedente, continua ad avere le solite amnesie, non si capisce come Liverani abbia finito la benzina dopo soli 30 minuti (preparazione?.. speriamo di si); non si capisce come Miccoli con il 4-3-3 è un giocatore da mezzo servizio e mentre giocando tra le linee diventa Cristiano Ronaldo; non si capisce il perchè della testardaggine di Cavani a giocare da prima punta, quando impiegato in altri ruoli rende meglio.
Adesso non voglio fare il Colantuono della situazione, ma un bel viaggetto al Santuario di Santa Rosalia, nella prossima ricorrenza del 4 Settembre, a tutto lo staff rosanero, dal Presidente al magazziniere, lo consiglierei come cura ai malanni rosa.
Ora via con l'unico impegno stagionale rimasto ai rosanero: il campionato.
Sarà proprio il Palermo a battezzare il nuovo torneo con la gara contro l'Udinese in Friuli. Ostico come impegno, ma non proibitivo... si spera ....
LA NOSTRA RINASCITA ANCHE GRAZIE A TE : | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||